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Orione

Orione… le mie stelle. 

Non per qualche motivo legato all’oroscopo, ma perché sul fianco ho tre nei che ricordano la cintura di Orione.
Quando sono pensierosa o triste, o quando eventi del passato mi vengono a trovare durante serate di inattività, alzo gli occhi al cielo e guardo le mie stelle, in cerca di conforto. Oppure le cerco quando sono con una persona speciale.
Ieri mi sono rivenute in mente, le mie tre stelline che porto fisse sulla pelle. Però andandole a cercare nel cielo non le ho trovate: Orione sorge a Novembre e tramonta ad Aprile, l’ho imparato ieri andando a cercare su internet.
Oh pazienza, basta aspettare e torneranno di nuovo a farsi vedere, tanto le stelle sono sempre lì, non vanno da nessuna parte.
Quello che manca alla mia cintura di Orione è una  carezza. O forse il ricordo di una carezza…
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io…

Ho letto una cosa che mi ha fatto pensare. E ne ho tratto una conclusione: se si cammina guardandosi i piedi è sicuro che non si inciampa, però è anche sicuro che non vedrai mai quanto è bello il paesaggio attraverso il quale stai camminando.

Pensieri strani

Premetto che molto probabilmente non dovrei scrivere questo intervento.

Motivo: avete presente il vecchio detto "non sussurrare al vento i tuoi segreti se non vuoi che questo li sussurri agli alberi"?, ecco. Mi domando quanto sia giusto mettere i miei pensieri qua, visibili a tutti, io che non sono in grado di usare linguaggi in codice, cosa in cui invece qualcun’altro – a cui va tutta la mia sincera ammirazione – è maestro.

E allora metto qui, nero su bianco (anzi, allo stato attuale celeste su blu) quello che passa per la mia testa, anche se molto probabilmente sarebbe meglio non ci passasse. Mi faccio solo del male, lo so, ma non riesco a non pensare a quello che accadeva un anno fa. Stavo bene con me stessa e con il mondo e non avevo affatto la voglia di mollare che ultimamente mi perseguita. 
Non riesco a ritrovare quella pace che avevo conquistato tanto a fatica, né quella sicurezza di me che mi faceva svegliare col sorriso. 
Io non lo so perché, ma sempre più spesso chiudendo gli occhi ne rivedo altri, che ridono. 
E fa male sapere che non potrò mai più vederli. 

Adesso basta

Ok, basta, mi sono stufata.
Basta piangermi addosso e disperarmi, basta stare male.
Da oggi in poi andrò avanti.
Il passato è passato e basta. Non può continuare a farmi tutto questo male.
 
La vita va avanti… e anche io.

19 aprile 2008 – fine di una storia.
Di una storia, non di un amore… perché io ancora ti amo, mio malgrado. E perché tu hai smesso di amarmi da un pezzo. Non so quante bugie mi hai raccontato, non so da quanto tempo mi mentivi, so solo che l’hai fatto. 1 giorno o 1 anno non fa differenza.
Dopo tutto quello che abbiamo passato insieme, dopo tutto quello che c’è stato tra di noi, non mi sarei mai aspettata di essere umiliata da te così, ancora una volta. L’ultima…
Ti ho dato tutto, troppo. Decisamente troppo per uno che nemmeno riesce ad amarmi… io non me lo merito, questo lo sai anche tu. Non mi merito di essere trattata così.
Tu mi hai spezzato il cuore. Hai distrutto tutti i miei sogni in un attimo. Sei stato crudele… potevi lasciarmi e basta. Lasciarmi x un’altra è stata una bastardata da parte tua e lo sai. Dire mi dispiace non serve a nulla, dovresti rendertene conto. Non rivoglio niente indietro e non ti ridarò nulla, ma sappi che oggi foto, scritte, messaggi, pensieri, canzoni, sono andati perduti per sempre… tanto non li avevi scritti per me, quindi perché tenerli? Chissà a chi pensavi… o forse erano solo invenzioni. Non lo so e non mi interessa saperlo. Voglio solo indietro ciò che è mio, il resto serva a ricordarti quanto ti ho amato. E quello che ormai hai perso.
Addio.

I’m baaack!!!!

 Ciao a tutti!!!!
Finalmente mi hanno riattivato la linea di internet e sono di nuovo qua!
Che è successo in tutto sto tempo?
Mah… a luglio ho lavorato… quasi 200 euro di stipendio, ma non fa per me.
Ad agosto riposo… ho studicchiato un po’ francese, letto e null’altro.
Sti ultimi due giorni ho fatto da baby-sitter a delle bimbe dolcissime.
Il tutto, ovviamente, strappandomi i capelli perché internet non funzionava.
 
Ah, è vero… ho anche litigato un centinaio di volte con Emanuele, ma quello è normale…
 
Va beh, vado a divertirmi nella rete.
 
Byebye!

Uffa… ma che palle la vita!

Eh, già… che palle…
Allora…
Ok, ho l’esame di maturità quest’anno,
ok, ce l’ha anche il mio ragazzo,
ok, non ci possiamo sentire molto,
ok, devo studiare e preparare la tesina,
ok, mi devo dare da fare per l’area di progetto,
ok, ok, ok, ok….
Basta! Non ce la faccio più!
Non ce la faccio più a studiare, a mettermi sotto, a passare i pomeriggi in internet alla ricerca di non si sa quale sconosciuta poesia, a rompere le palle alla gente perché mi passi il lavoro fatto, a fare riassunti su riassunti, schemini su schemini, a leggere libri su libri…. Basta…
Vorrei solo potermene stare in pace… leggere quello che voglio perché mi va, usare internet per farmi i cavoli miei, studiare un paio d’ore al giorno se è tanto… ma so che sto chiedendo la luna…
Spero solo di riuscire ad andare all’università su a Milano… perché ammazzarmi così di studio per niente sarebbe veramente troppo…. non avrebbe senso…
E poi c’è Emanuele…. mi manca da morire… anche se capisco che non ha tanto tempo da dedicarmi… in effetti tutto ‘sto tempo non ce l’ho nemmeno io… però vorrei tanto averlo qui… mi sentirei un po’ più forte….