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Campo Estivo

Ok direi che è ora che racconto questa bellissima esperienza.

(Un po’ di ironia c’è, ma vabbè)

Allora, coi ragazzi si partiva il 1 agosto, ma io e un altro animatore (Marco P) siamo andati su il giorno prima, per pulire casa e sistemare l’ambientazione medievale. Il cartello della locanda ha riscosso successo, tanto che due volte ci sono capitate persona che chiedevano se era aperto XD. Anche l’interno della locanda ha fatto il suo figurone: candele sui tavoli, draghi alle pareti, mappa al muro, insomma un bell’ambientino…
L’unico problema all’arrivo è stato che quelli che c’erano prima di noi hanno lasciato uno schifo totale e inoltre abbiamo ucciso un mare di ragni, grazie all’aracnofobia di Anita, una delle ragazze.

Il giorno dopo, 1 agosto, arrivano i ragazzi. Sclero per costruire il tunnel spazio-temporale, meglio detto Stargate. Però la mai testa dura ha la meglio e in un modo o nell’altro riusciamo a metterlo in piedi prima che arrivino i ragazzi e facciamo in tempo anche a metterci i costumi.
In pratica, i ragazzi vengono trasportati in un’epoca medievale in un viallaggio al confine tra il regno di Bretonnia e l’Impero, vicini al confine col regno degli Ochi. In questo villaggio ci sono abitanti della Bretonnia e abitanti dell’Impero, che passano la vita a litigare tra loro, rischiando di mandare in malora il villaggio stesso. Unici a non scannarsi sono l’Oste e sua moglie, appartenenti uno a ciascuna fazione, che accolgono i ragazzi e spiegano loro la situazione. Intanto assieme ai ragazzi arriva un gruppo di avventurieri mandati dall’imperatore in punto di morte per trovare il Sacro Graal, sicuramente nascosto in quei luoghi.

Tra passeggiate notturne con lanterne che andavano a candele, serata avvolti nei mantelli, scelri e litigate di ogni genere, la storia di base che c’eravamo preparati con tanta cure è bellamente andata a farsi benedire. Il Grimorio, ovvero il diario, degli avventurieri, non l’abbiamo più letto perché tanto c’era scritto tutt’altro rispetto a quello che si era fatto veramente durante la giornata. Una mattina addirittura l’abbiamo passata al cazzeggio…

Da un certo punto di vista, mi aspettavo di meglio. Con tutto l’impegno che ci avevamo messo, con le settimane che abbiamo passato a lavorarci su, mi aspettavo che i ragazzi fossero un po’ più partecipi. Anche perché si vedeva che ci avevamo lavorato tanto. Però vabbè, sono ragazzini e pretendere che capiscano determinate cose è un po’ troppo forse.

D’altra parte si sono comportati bene in momenti critici e questo mi ha fatto piacere.
Il 4 agosto per esempio abbiamo fatto la salita in montagna e i ragazzi si sono impegnati a non restare troppo indietro (quelli più lenti) né a lasciare indietro gli altri (quelli più veloci) e poi a discendere i ragazzi hanno aiutato le ragazze,e anche questo è stato molto buono.
La sera prima Ester (sorellina più piccola) si era sentita male con il cuore e tutti i ragazzi da quel giorno le sono stati molo più vicini…

Il giorno della quintana è stato fenomenale, perché tra abiti, bandiere eccetera i ragazzi ci hanno messo davvero tanto impegno. E poi c’è stato un attimo di relax dopo tutta la tensione dei giorni precedenti.

Una cosa brutta è stata che ogni santo giorno ce n’era una: sti ragazzi hanno tutti problemi, dal primo all’ultimo. Quello che è uscito fuori è che nessuno di loro ha una vita tranquilla, che io definirei normale… Boh, mi sento un alieno a parlare con loro.

Quasi dimenticavo: il mio compleanno.
Quel povero figlio di mio cognato (il ragazzi di giudy), dopo che gli ho sclerato in maniera assurda e senza motivo, mi ha fatto la torta di compleanno… E l’ha fatta pure buona!!!
Ah, e tutti gli animatori mi hanno fatto un regalo più che gradito. Mi hanno regalato Infusion d’Iris, di Prada, un profumo a cui facevo la corte da più di un anno. Mi sono tanto lamentata di dover trascorrere il compleanno tra le montagne, ma non mi è andata poi così male!

Alla fine della fiera, è stata un’esperienza. Non stupenda, ma neanche da buttare.
Sinceramente, non lo so se sono disposta a rifarla. Dopo uno sclero (ero sempre io che scleravo XD) ho detto al don che non avrei mai più fatto una cosa del genere, perché non sono disposta a farmi prendere per il culo da quattro cretini di 17 anni. Ok… Solo che metabolizzando, mi rendo conto che i quattro cretini magari sono solo poveracci che non hanno altro modo di rapportarsi con chi è un attimino più grande tranne che prenderlo per il culo. Alla fine è questione di farlgi vedere che c’è un altro modo, e che è più costruttivo… 
Il don dice che i ragazzi hanno sbroccato anche perché ci hanno visto mettere in pratica la vita di comunità e loro non sanno che vuol dire vivere in comunità. Cioè secondo lui stanno insieme ma non vivono insieme… E poi molto probabilmente tante cose che hanno visto/vissuto in questo campo le metabolizzeranno e le capiranno tra un po’, quando sarà il momento. Quindi noi più che altro possiamo dare loro il nostro esempio e aspettare che crescano.

Niente, tra qualche mese deciderò, quando sarà ora di dire al don ci sono o non ci sono… Intanto adesso devo pensare a studiare per gli esami di settembre.

E ci penso. Di nuovo. E non posso fare a meno di pensarci. E ci sono troppe cose che me lo ricordano. Uffa.

Stress

Stress… stanchezza per il troppo lavoro, dover subire troppa pressione a causa di una situazione particolare, trovarsi tante volte -troppe- a chiedersi dove andrà a finire la tua vita… tutto questo è stress. O almeno per me è così.

Devo prendere delle decisioni che non mi piacerà prendere, ma so che se non lo faccio passerò il resto della vita a mangiarmi i gomiti. Devo "lavorare" e anche questo so che devo farlo: gli impegni presi si rispettano, anche se attualmente la voglia di farlo è pari a zero. Sono stanca/stufa di tutti e di tutto e ancora una volta mi ritrovo a pensare che vorrei una macchina del tempo per tornare ad un anno fa.
Strana la vita: le mie ultime estati sono alternate. Una bella e una brutta (o così così) in successione. Mi mancano tante cose. E tante altre forse sarebbe stato meglio non averle.

Non c’è niente da fare: oggi sono triste.

Orione

Orione… le mie stelle. 

Non per qualche motivo legato all’oroscopo, ma perché sul fianco ho tre nei che ricordano la cintura di Orione.
Quando sono pensierosa o triste, o quando eventi del passato mi vengono a trovare durante serate di inattività, alzo gli occhi al cielo e guardo le mie stelle, in cerca di conforto. Oppure le cerco quando sono con una persona speciale.
Ieri mi sono rivenute in mente, le mie tre stelline che porto fisse sulla pelle. Però andandole a cercare nel cielo non le ho trovate: Orione sorge a Novembre e tramonta ad Aprile, l’ho imparato ieri andando a cercare su internet.
Oh pazienza, basta aspettare e torneranno di nuovo a farsi vedere, tanto le stelle sono sempre lì, non vanno da nessuna parte.
Quello che manca alla mia cintura di Orione è una  carezza. O forse il ricordo di una carezza…

io…

Ho letto una cosa che mi ha fatto pensare. E ne ho tratto una conclusione: se si cammina guardandosi i piedi è sicuro che non si inciampa, però è anche sicuro che non vedrai mai quanto è bello il paesaggio attraverso il quale stai camminando.

Facciamo il punto

Allora, siamo a metà degli esami e quindi adesso facciamo un attimo il punto della situazione.

Se alcune cose sono andate meglio del previsto, altre sono una mezza tragedia, ovvero il 16 di Tanzi (traduzione verso l’inglese) mi ha un po’ buttata giù, ma il 27 con la Nava e la possibilità di non dover ridare francese a settembre mi consolano abbastanza.

Per il resto, ho iniziato il corso di pittura al game workshop di via Torino (dopo essere sfuggita ai pazzoidi di scientology) e sono contentissima. I ragazzi che lavorano lì sono molto simpatici, pazienti, disponibili e gentilissimi. In pratica, la gente perfetta per imparare. Mi hanno fatto i complimenti dicendomi che sono precisissima e ho anche rimediato un’altra miniatura, perché oggi c’erano i colori base e la base della mia l’ho finita in mezz’ora. Diciamo che dopo l’esame di inglese ci voleva.

Oggi posso davvero dire di essere contenta. 🙂

Week-end romano

E sono a casa… motivo: comunioni, sì decisamente una bella giornata domani per delle comunioni – viste le previsioni del tempo- ma chi avrebbe mai creduto che e metà maggio avrebbe rotto così tanto le scatole? Certo non io.. che palle 😦


Vabbé, a parte ciò sono riuscita stamattina a delineare il mio piano per gli esami. Fino al 22 giugno incatenata a scuola. Non ho parole, specie per il comportamento della segreteria (4 esami accavallati in un giorno, molto gentili davvero…) e di alcuni professori. Ma si può che una non sa di insegnare due materie??? Siamo pazzi…

Spero solo che ci si dia una mossa, perché voglio tornarmene qua e riposare, finalmente, sul serio.

Speriamo di farcela! =P